La formazione e lo sviluppo delle risorse umane in Italia: Italia vs Europa

I temi della formazione in azienda e dei percorsi ad essa associati assumono un valore importante nel contesto di oggi in cui la competizione fa da padrona. Per rimanere competitivi sembrerebbe logico investire nella formazione dei propri dipendenti, per potere portarli ad una flessibilità professionale maggiore e far sì che un potenziamento della loro individualità si rifletta sulla azienda stessa.

Per arrivare a questo risultato è necessario seguire un processo articolato in fasi che ha inizio dall’analisi del fabbisogno e dalla progettazione ed erogazione della formazione fino ad arrivare al termine e dunque alla valutazione finale del processo. Tutto ciò dovrebbe portare al raggiungimento di alcuni obbiettivi, come l’acquisizione da parte dei dipendenti di conoscenze e competenze nuove che colmino eventuali lacune.

Ma come si posizione l’Italia nel contesto europeo per quanto riguarda la formazione delle proprie risorse? Da recenti indagini è emersa la situazione che segue. La media europea di personale che ha svolto attività di formazione è pari al 66 % (dati del 2010); la posizione italiana risulta migliorata nel corso degli anni anche se rimane inferiore alla media europea: dal 2005 con il 32,2 % al 2010 con il 55,6 % (dati riferiti ad aziende italiane con almeno 10 dipendenti).

L’investimento in formazione risulta maggiore nelle imprese di grandi dimensioni; infatti, tra quelle costituite da 10-19 dipendenti la metà svolge attività di formazione (circa il 49 %), in quelle da 250- 499 dipendenti la percentuale sale all’87 %, mentre nelle classi dimensionali superiori si arriva fino al 90%.

La tipologia di formazione più diffusa è rappresentata dai corsi di formazione, mentre risulta che un quarto delle imprese formatrici svolga solo corsi di formazione obbligatoria (sicurezza sul lavoro, salute, ambiente, ecc.).

In linea generale emerge come l’Italia rimanga tra i paesi dove il benchmark sia al di sotto della media europea.

Appurato che il tema della formazione stia diventando una leva fondamentale per lo sviluppo delle strategie aziendali e dei core business di ciascuna, i passi da compiere sembrano essere ancora tanti a livello italiano. La competitività delle aziende vede una situazione di “stress” data dalla difficoltà imposta dalle sfide quotidiane e l’esigenza di rispondere in modo adeguato.

Investire in formazione rappresenta una di tali sfide e allo stesso tempo una chiave di volta per rispondere a tali esigenze? Noi crediamo proprio di sì.

Marta Guazzi – MConsulting

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